“Yoda” – Emanuele Gentili

Yoda

Quello che mi resterà di tutto il marasma che stiamo vivendo è una consapevolezza. La parola “sogno”, è sopravvalutata. Oserei dire, ingannevole, forviante, meschina. Quando parlo di sogno penso ad una cosa che vorrei, sì, ma la considero comunque lontana, quasi irraggiungibile, non come a un progetto che, investendo energie, forza, dedizione e tempo, potrei vedere realizzato. Uso la parola sogno intendendo “sarebbe bello” e non “sarà bellissimo”. Mi inganna, il sogno. Allora diventa un cassetto posto in cantina, dove accumulo, per pigrizia, quello che potrei diventare. Perde tutto il suo senso. Dipende tutto dal punto di vista, come sempre accade. È così che d’ora in poi userò questa parola solo il mattino appena sveglio o la sera prima di coricarmi, pensando a Morfeo. Per tutto il resto, non chiamerò più nulla sogno. Essa sarà sostituita da “progetto”. I have a Project o, come direbbe Yoda, “a Project I’ve”.

©EmanueleGentili

“Poesia per un figlio” – Emanuele Gentili

Emanuele Gentili - Poesia per un figlio
Se dovessi sedermi
sulle emozioni,
sentirei un battito
che da lontano
preannuncia il tuo arrivo, amore.
Trovo poltrone sempre scomode
per godermi tutto questo.
È allora che sdraio il cuore,
coprendolo più che posso
per nascondere quel sorriso.
È allora che penso
ogni cosa sia stata fatta dopo.
Sei il confine di un fiume
che scorre lontano.
alto e nascosto.
Sei il confine di un mondo che inizia.
Dove non arriva il mio amore,
comincia la tua essenza
Potessi,
te lo direi,